Presentazione di un articolo di Robert J. Mislevy sulle teoria dei test rilasciato dalla rivista USA Teachers College Record . Mislevy è uno degli specialisti che dietro le quinte operano per migliorare il valore e la qualità dei test..

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Valutazione:lavori in corso

La valutazione non è il piatto forte della cultura scolastica italiana. Questo articolo informa sui lavori in corso riguardanti la costruzione dei test. Ci sono stati nei decenni recenti progressi notevoli a questo riguardo e si conoscono meglio le insufficienze dei test vigenti e si possiede un inventario assai completo dei problemi da affrontare per produrre test affidabili, soprattutto quando i risultati servono per prendere decisioni gravide di conseguenze come la chiusura di una scuola oppure la promozione di un insegnante. E’ buona cosa criticare i test ma occorre anche rendersi conto che la metodologia dei test non è ancora a punto e che si lavora alquanto su questo versante, tanto più che ci sono dimensioni scolastiche e umane che sono state trascurate dai test messi fin qui.

 Non ci si deve spaventare per l’astrusità della terminologia utilizzata. Quel che conta è capire che il mondo dei test non è congelato una volta per tutto, evolve, muta, progredisce. Ci sono moltissimi esperti e specialisti che lavorano su questi temi. Articolo di Frederic Mislevy, prof emerito dell’università del Maryland e direttore del dipartimento misure e statistica all’ETS. Articolo in inglese pubblicato il nella rivista  "Teachers College Record ", Volume 116, No. 11, 2014, p. 1-24 che si può ottenere nella versione originale integrale cliccando qui. Nell’articolo si tratteggiano i temi teorici dello sviluppo dei test.

 In questa sede si riprendono alcuni passaggi all’articolo originale ma non si fornisce l’articolo nella sua integralità. La traduzione in italiano è libera, non letteraria.

L’articolo

Ci sono buone e pessime notizie dal fronte dei test. Buone : si può affermare che ci sono stati reali miglioramenti e anticipare che si potranno in futuro produrre test che saranno utili par la scolarizzazione ; pessima notizia : occorre non illudersi. I test non potranno mai dire tutta la verità. Da un test che dura l massimo due ore e che costa all’incirca 10 $ l’uno è inutile aspettarsi miracoli. L’autore dichiara che la sua posizione sui test è una teoria postmoderna e neo-pragmatica.

Modernismo

E’ caratterizzato dalla pretesa di cogliere la realtà con strumenti magici e scientifici. Si crede che le misure riescono a catturare la specificità di ogni situazione osservata. La distanza tra la verità e la nostra conoscenza attuale è quantificata con l’errore standard  [1]. Con il miglioramento delle tecniche di calcolo, degli strumenti e dunque delle misure l’errore standard tenderà verso lo zero. [2]. [3]

 

Postmodernismo

 

Il concetto di discorso occupa un posto centrale nel postmodernismo. Il linguaggio genera ciò che si costruisce , il genere di cose di cui si parla, e le cose specifiche che si possono dire nonché ciò che costruiamo come problemi, come tentiamo di risolverli e come valutiamo il nostro successo. La teoria della relatività nonché la fisica quantica hanno fornito l’idea secondo la quale i modelli di Euclide e di Newton fornivano la definitiva corretta rappresentazione dell’universo..Gli strumenti di calcolo, di misura e di osservazione elaborati dalle nuove tepore dell’universo si sono rivelate molto più affidabili di quelle novecentesche ma però si scopre anche che si è ben lungi dalla comprensione definitiva perché l’universo è molto più strano di quello o di quanto ci si immaginava. Dal punto di vista della psicologia conoscitiva si è riconosciuto per esempio nel frattempo il ruolo cruciale della prospettive degli studenti e del contesto sociale in cui si realizza l’apprendimento scolastico e quello tout court. 

 

Postmodernismo neopragmatico

 

Si tratta di unantidoto alle posizioni dei postmodernisti. Di cosa si tratta ? Dell’idea che i modelli e le variabili siano prodotti artificiali, prodotti della nostra mente e non prodotti naturali. I modelli e le variabili sono quindi soggette a alternative e a revisioni, possono cambiare. La teoria neopragmatica postmodernista dei test esplora la potenzialità insita nell’uso di strumenti metodologici e inferenziali generati in una prospettiva modernista di supporto all’apprendimento.

 

La teoria moderna dei test

 

La valutazione è iniziata nel primo terzo del 20esimo secolo. Le modalità iniziali della valutazione erano plasmate dalle condizioni allora esistenti delle statistiche e delle misure nonché dagli scopi che allora si attribuivano alla scolarizzazione e all’apprendimento. La valutazione mediante test ha evoluto nel corso dei decenni.

 

Nella seconda parte del 20esimo secolo si pose il problema della relazione tra l’abilità del soggetto e i suoi punteggi nel test. Ci si accordò nel considerare che i punteggi non erano che un riflesso, un’ombra della realtà ( le abilità del soggetto), abilità che si potevano captare solo con i punteggi dei test, ossia con ombre. Lo scopo della teoria dei test era quello di guidare la costruzione di elementi e fattori di valutazione e di strutturare le interferenze che si operano partendo dai comportamenti osservati degli studenti.

 

Sviluppi metodologici

 

La maggior parte dei progressi recenti nella teoria dei test è stata effettuata dagli studi sulle relazioni tra risposte e insieme di item.E’ in questo contesto che si è sviluppata l’IRT  [4] che è alla base dei test PISA, cioè nuovi modelli e nuove tecniche inferenziali che hanno permesso lo sviluppo di potenti metodi di stima .Questi sviluppi sono sfociati nella soluzione di problemi che un tempo non si potevano e non si riusciva a trattare come per esempio l’adattamento dei test alle competenze singole. Per esempio il calco dei valori plausibili ossia di quanto ci si attende da un discente con un determinato profilo sociale. Grazie a questi progressi si possono ora raccogliere prove più efficienti e forme più potenti di argomentazione , ma si richiede anche agli analisti e ai valutatori di essere più espliciti quando ricorrono a tecniche inferenziali e di spiegare come le loro osservazioni si traducono in inferenze. [5]. Questa evoluzione ha però rivelato la presenza di importanti problemi soggiacenti al paradigma utilizzato. Per esempio questo è il caso quando ci si interroga su come misurare il cambiamento ? Lo si può misurare ? oppure sul funzionamento differenziato degli items.

 

Sviluppi in psicologia

 

Già dagli inizi degli anni 70 del secolo scorso si sapeva che le mutazioni metodologiche in corso allora come la messa a punto dell’ IRT (acronimo per "Item Response Theory" ) non erano sufficientemente ricche per cogliere la natura e l’evoluzione dell’apprendimento del discente . Come si apprende ? Come si sviluppano le competenze ? Come si sviluppa la perizia ? Come si acquisisce l’esperienza ? Questi sono alcuni temi sui quali gli specialisti dei test lavorano oggigiorno.

 

Conclusione

 

I buoni maestri hanno sempre saputo ricorrere a un’ampia gamma di strumenti per sapere come imparavano i loro studenti in classe e per pianificare il loro insegnamento.. Si sono serviti non solo dei test messi a punto secondo i paradigma di misurazione della produzione mentale,ma anche di prove fornite da progetti, dai lavori in classe, , dalle conversazioni con gli studenti e tra studenti, da altre variabili simili nonché da una serie di informazioni personali su ogni discente., sul contesto scolastico. Gli insegnanti hanno designato questo modo di procedere « valutazioni informale » contrapposte alle valutazioni formali tipiche delle valutazioni su vasta scale con test.

 

Il forte contrasto tra valutazione forma e informale deriva dal fatto che per capire l’apprendimento di un discente e per guidare questo apprendimento l’insegnante necessita informazioni intimamente connesse con quanto interessa gli studenti, con quanto fanno . La forza della valutazione informale risiede nelle connessioni che gli insegnanti sanno fare [6] per capire quanto si impara a scuola del sapere scolastico. I buoni insegnanti sfruttano implicitamente i principi della psicologia conoscitiva. Proprio perché le valutazioni informali sono molto personali, riguardano il soggetto, non si possono facilmente trasmettere, comunicare al di fuori della classe. L’insegnante sa delle cose che non si possono captare con le valutazioni formali, con le prove strutturate, i cui risultati sono di scarsa utilità per quel che succede in classe e che invece possono essere utilmente e facilmente comunicati sia nello spazio che nel tempo.Questa è l’utilità delle valutazioni con prove strutturate.

 

 

 

[1] « Standard error « nelle misure

[2] ndr.:Non è un caso se con gli indicatori internazionali dell’istruzione si è sempre inserito nelle tavole statistiche il calcolo dell ‘errore standard

[3] Prima del 1990 si pubblicavano statistiche scolastiche più o meno comparate senza fornire il calcolo dell’errore standard

[4] IRT Acronimo per "Item Response Theory"

[5] ndr. : Questo è lo stato in cui si è ora con la produzione dei test nell’indagine PISA

[6] ndr. : Più o meno bene.