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L’ultimo argomento sfornato contro la valutazione esterna delle scuole è pubblicato nelle News della BBC (si vedano le referenze in calce): i test soffocano la voglia di giuocare. Questo è il grido d’allarme lanciato dai sindacati inglesi. Da quando le lezioni sono impostate in funzione dei test i bambini non possono più giuocare, si annoiano, sono sopraffatti dai compiti e dal lavoro scolastico.

In Inghilterra, l’obbligo scolastico inizia a cinque anni. I test mettono sotto pressione gli insegnanti ed i presidi, e contribuirebbero ad accelerare la metamorfosi del bambino in allievo. [1]. Da qui la protesta.

L’informazione merita di essere rilevata per due ragioni:

- la prima, perché è un segnale d’allarme contro la tendenza sempre più pronunciata di anticipare l’inizio dell’obbligo scolastico nei paesi dove è ancora a 6 o magari a 7 anni (per esempio in Svizzera);

- la seconda, perché dovrebbe fare riflettere i responsabili dell’educazione prescolastica che accettano senza batter ciglio la trasformazione larvata dei giardini d’infanzia e delle scuole materne in pre-scuole vere e proprie.

I test sono magari un fattore che interviene in questo cambiamento, ma si può dubitare che ne siano la causa principale. I bambini di cinque anni in Inghilterra ed in altri paesi ( si pensi in Italia alle primine) non giuocano più o giuocano di meno per ben altre ragioni.

[1] I test in Inghilterra non si fanno nel primo anno di scuola, ma nel secondo. Si tratta di test obbligatori in inglese e matematica. E` interessante notare che secondo gli insegnanti gli effetti della valutazione esterna sull’insegnamento si farebbero già sentire molto presto, addirittura con un anno d’anticipo su quello nel quale si valutano gli allievi