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L’ultimo numero della celebre rivista francese "Revue française de pedagogie" (No.191) è un numero monografico dedicato alla scolarizzazione dei figli di immigrati curato da Georges Felouzis ,sociologo, formato all’Università di Bordeaux e ora professore al Dipartimento di Scienze dell’educazione (FAPSE) dell’Università di Ginevra e da Barbara Bouquet Chauprade. Si riprende qui in libera traduzione in italiano alcuni passaggi della recensione fatta nel sito francese citato più volte in questo sito "Le Café pédagogique" ( cliccare qui per accedere alla recensione integrale in francese)

Conta di più il passaporto o la classe sociale?

La sociologia francese è sempre stata molto divisa sulla questione della scolarizzazione dei figli di immigrati. Tutti d’accordo sul fatto che la discriminazione colpisce fortemente questa fetta dellapopolazione la quale non ha affatto la vita facile a scuola, ma esiste un disaccordo profondo sulle cause: per gli uni, il grosso delle truppe, si tratta di un effetto dell’appartenenza di classe sociale. I figli di immigrati penano a scuola perché fanno parte delle classi sociali povere, svantaggiate che tradizionalmente pagano un forte scotto a scuola; per una minoranza invece si tratta anche di colpe scolastiche:A scuola sono marginalizzati gli studenti di altre nazionalità, i curricoli non sono adattati perché sono patriottardi, la libertà di scelta delle scuole è a senso unico, le famiglie immigrate non sono informate come si deve sulle regole che governano la scolarizzazione e via dicendo. 

Questo numero monografico ha il pregio di dare la parola a entrambe le correnti e di criticare senza mezzi termini l’ideologia scolastica repubblicana in vigore in Francia che tratta formalmente tutti gli studenti allo stesso modo e che impedisce la raccolta di informazioni sulle origini , sulla nazionalità , sulla religione, ecc. Tutti nella repubblica francese sono uguali davanti alla legge, ma questa è una bella ipocrisia, perché l’uguaglianza non esiste.

 Problema scottante in Italia

la scolarizzazione dei figli di immigrati è un problema scottante che prende a contropiede il mondo scolastico italiano che per decenni, almeno a livello ufficiale, faceva la voce grossa per rivendicare soluzioni favorevoli ai figli di emigrati italiani all’estero e alle loro famiglie. Le autorità italiane pretendevano dai responsabili dei sistemi scolastici frequentati dai figli di italiani all’estero soluzioni d’avanguardia, protezione, facilitazioni di ogni genere. Però la pedagogia italiana non ha mai affrontato la questione dell’accoglienza dei figli di immigrati in Italia semplicemente perché la questione non si poneva.L’Italia non era un paese di immigrazione ma uno di emigrazione. Esportava manodopera , forza lavoro, famiglie e non ne importava.la situazione si è rapidamente capovolta tra il ventesimo e il ventunesimo secolo. In pochi decenni l’’Italia è diventata un paese di immigrazione e la società italiana e quindi la scuola italiana hanno avuto a che fare con situazioni inedite.Il sistema scolastico italiano è stato colto di sorpresa e ci si è accorti che quanto rivendicato per gli italiani all’estero era problematico per gli immigrati in Italia. L’inserimento dei figli di immigrati si è fatto in modo selvaggio, talora alla meno peggio, con molta improvvisazione. Mancano gli strumenti adeguati per pilotare una strategia politica appropriata, per conoscere chi sono i figli di immigrati, per sapere come avviene la loro scolarizzazione, per comparare i loro risultati scolastici con quelli degli studenti italiani in genere e soprattutto con quelli delle stesse classi sociali. Si sa soltanto che l’immigrazione in Italia è concentrata in determinate zone, che non esiste un’alta concentrazione di figli di immigrati in tutte le scuole, che il sistema scolastico in determinati casi si difende e crea concentrazioni di figli di immigrati in talune scuole. 

Il caso francese

La situazione in Francia è assai diversa. Non pero`dal punto di vista finale. Anche nel sistema scolastico francese i figli di immigrati sono discriminati e marginalizzati ma le eccezioni sono numerose. La scuola della repubblica come orgogliosamente affermano i Francesi è tollerante. La diversità risiede nell’interesse che gli intellettuali, il governo, il mondo della ricerca scientifica presta alla scolarizzazione dei figli di immigrati. Nonostante la rigidità dell’apparato statale che proibisce qualsiasi produzione statistica di natura etnica ci sono molte indagine sulla scolarizzazione dei figli di immigrati. Le ragioni di questo interesse sono molteplici. In primo luogo va tenuta in considerazione l’omogeneità dell’immigrazione tradizionale in Francia che proveniva massicciamente o da alcuni paesi europei , in primis Italia, poi Spagna, poi Portogallo e poi dai paesi del magreb francese e dalle ex- colonie francesi del continente africano. Il sito francese "Le Café pédagogique" citato più volte in questo sito, ha recensito il 13 aprile scorso il numero monografico della Rivista francese di pedagogia dedicato alla scolarizzazione dei figli di immigrati ( cliccare qui per accedere alla recensione in francese). Qui di seguito si traduce in modo libero e parzialmente questa recensione. La refenza bibliografica della rivista è la seguente: Revue française de pédagogie, n°191 avril-mai-juin 2015, Les descendants d’immigrés à l’école. 

La società francese è una società multietnica. A Parigi , ma questo è un caso speciale, tipico delle metropoli, un abitante su cinque non è francese di origine. La popolazione immigrata ormai non proviene più da paesi europei com succose un tempo, dapprima dall’Italia, poi dalla Spagna, dal Portogallo e più recentemente dalla Polonia, ma da altre zone del pianeta. Forse questo sarà il destino anche dell’immigrazione in Italia.

 

Indice dei contributi i(n francese):

 

  • Les descendants d’immigrés à l’école : destins scolaires et origines des inégalités

  • Qual è dunque il fattore all’origine delle discriminazioni scolastiche che colpiscono i figli di immigrati? I due compilatori delle monografia parlano di « discendenti d’immigrati » e non di « disuguaglianze etniche ». Orbene nella monografia si tratta soprattutto di discriminazione etnica. La scelta del sintagma non è neutra e non deve affatto nascondere la presenza della discriminazione scolastica con l’argomento che non c’è discriminazione nei confronti di determinate categorie di discendenti d’immigrati europei o americani. Parlare di discendenti di immigrati non significa eliminare le discriminazioni. Il melting pot all’Americana funziona e non funziona in Francia e nemmeno in altri paesi europei. La discriminazione scolastica nelle scuole francesi riguarda soprattutto gli studenti che provengono dal continente africano, i Turchi e gli Asiatici. La discriminazione etnica li colpisce. Questa discriminazione è sistemica , è generata dal sistema scolastico stesso che in un certo senso è xenofobo o razzista in alcuni suoi aspetti o nei comportamenti di taluni operatori. I compilatori, come si vedrà in seguito , hanno una posizione più sfumata che evita di segnalare gruppi, persone , punti specifici di attrito xenofobo nella scuola.

     

    Discriminazione particolarmente forte in Francia

     

    Tutti sanno che la discriminazione scolastica in Francia è forte. Se si prende come punto di riferimento l’indagine PISA ( i dati PISA sugli studenti immigrati vanno in ogni modo presi con tutte le riserve del caso. La serie di dati sugli studenti immigrati estrapolati dall’indagine PISA sono stati voluti soprattutto dalla Germania per capire i risultati dell’indagine PISA 2000 che aveva prodotto punteggi dei quindicenni tedeschi poco brillanti; allora ci fu chi penso`in Germania che i punteggi medi poco soddisfacenti fossero da imputare soprattutto ai quindicenni del mondo dell’immigrazione, benché l’indagine PISA non fosse stata costruita per questo scopo. Tutto cio`non è proprio esatto perché in Germania ci si è allarmati rispetto alle prestazioni scolastiche dei quindicenni solo dopo la pubblicazione dei risultati nel dicembre 2001. Le pressioni tedesche per sfruttare i dati PISA al fine di scagionare gli studenti tedeschi si manifestarono dopo il 2001 ). 

     

    Il numero monografico

     

    I compilatori del numero difendono la tesi della segregazione etnica sistemica ma ribadiscono in apertura anche la pertinenza della tesi classica secondo la quale l’handicap scolastico dei figli di immigrati sarebbe il frutto sia della loro origine socio-economica globalmente più svantaggiata di quella di altri compagni di scuola nonché della distanza culturale connessa all’immigrazione .Secondo questa tesi « la scuola è indifferente alle differenze » poiché offre lo stesso insegnamento a studenti disuguali in partenza. La scuola produce dunque le disuguaglianze di risultati che si osservano. Questa è la tesi classica.

  • Discriminazione sistemica

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    I compilatori difendono pero`un’altra tesi, quella della discriminazione scolastica sistemica. Le indagine di Agnès Van Zanten e di Felouzis agli inizi del 2000 confortano questa posizione che è invece rifiutata sia dall’amministrazione scolastica sia da molti sociologi della scuola. Le indagini svolte in Francia inducono a ritenere che " altri fattori che non quelli connessi alle condizioni familiari di questi studenti intervengono per potenziare considerevolmente le disuguaglianze di competenze tra nativi e non-nativi da una parte e per quegli studenti il cui capitale culturale ereditato è d’altra parte molto debole." I discendenti degli immigrati sono vittime di una discriminazione sistemica, che cioè risulta da" un insieme di comportamenti degli operatori scolastici I cui effetti convergono verso un fenomeno discriminatorio. La discriminazione sistemica non suppone dunque una volontà esplicita, volontaria e cosciente di discriminare". Questa affermazione finale dei compilatori dovrebbe essere confermata da molteplici indagini, molto delicate da effettuare.

     

     

    La parte dei percorsi familiari

     

     

    Gli altri articoli del numero monografico attenuano questa tesi. Per esempio l’articolo di Mathieu Ichou che compara i percorsi scolastici degli studenti provenienti dal mondo dell’immigrazione in Francia e in Inghilterra. L’autore sostiene che I discendenti di immigrati riescono meglio in Inghilterra che non in Francia. Ciò è dovuto al percorso familiare degli immigrati inglesi.

    Un altro confronto, questa volta con la Germania, è stato realizzato da Ingrid Tucci . L’autrice mostra che" l’origine sociale degli studenti spiega quasi completamente le disuguaglianze scolastiche in Germania il che non è il caso in Francia,… benché le disuguaglianze scolastiche siano più forti in Germania che non è Francia poiché l’orientamento scolastico in Germania è precoce mentre in Francia è tardivo". Un terzo confronto è proposto da Marion Dutrévis che evidenzia il peso degli stereotipi sui gruppi minoritari stessi.

     

     

    Conclusione

     

     

    La redazione del "Café" pédagogie" ritiene che questo numero della rivista francese è autorevole per la ricchezza di contributi che presentano una visione sfumata della segregazione scolastica. Inoltre è degno di nota il fatto che la tesi della segregazione etnica sistemica che è sempre stata combattuta dal sistema scolastico francese sia stata descrittaper la prima volta in una rivista ufficiale.

     

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