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Gli ispettori francesi non hanno taciuto ! Botta e risposta con il ministero che aveva sondato gli insegnanti ma che ha trascurato di consultare gli ispettori sulla revisione della valutazione degli insegnanti. Si veda l’articolo nella rubrica insegnanti in questo sito (cliccare qui).Orbene , in Francia , gli ispettori sono molti, contano, hanno una centro di formazione nazionale molto efficace a Poitiers . Sono una parte rilevante del sistema di valutazione. Non si possono accantonare, fare un colpo di forza, come lo sta facendo il Ministero dell’educazione. Come ci si poteva attendere gli ispettori hanno reagito con un comunicato alle manovre del ministero. Il documento, in francese, è allegato.


Gli ispettori preferiscono parlare di evoluzione del sistema di valutazione degli insegnanti piuttosto che di riforma del sistema di valutazione degli insegnanti. Anche gli ispettori non possono fare a meno di riconoscere che il modello in auge imperniato su ispezioni saltuarie è insoddisfacente e che va ritoccato. Insistono però sul fatto che gli insegnanti auspicano un sistema che riconosca meglio il loro impegno professionale in tutte le sue dimensioni. Inoltre dubitano che la via intrapresa dal ministero, ossia lo smantellamento delle retribuzioni stabilite in base all’anzianità per sostituirlo con un modello imperniato sulla premialità finanziaria del merito, vada in questa direzione..

Gli ispettori contestano per di più la serietà della valutazione svolta dal centro di sondaggi Alexio, che come noto ( si veda l’articolo citato poc’anzi) è molto vicino alla maggioranza presidenziale. Per esempio, sottolineano gli ispettori, l’indagine non è basata su un campione rappresentativo. Inoltre, l’indagine non fa nessuna distinzione tra insegnanti dell’insegnamento primario e quelli del secondatrio, benché queste due categorie siano confrontate a modelli di valutazione diversi tra loro.

La posta in gioco

Per gli ispettori scolastici francesi la constestazione del principio d’anzianità come criterio per stabilire gli aumenti di stipendio non è che un pretesto per mascherare una politica scolastica imperniata sui risparmi. Si fanno economie sulla pelle dei funzionari. La rimunerazione del merito non ricompensa affatto l’impegno professionale, è fuorviante. Gli ispettori lo sanno bene, perché da anni sono retribuiti in base al merito ma nessun criterio oggettivo è stato fin qui stabilito per riconoscere i loro meriti. I criteri per valutare il merito da parte del ministero sono totalmente opachi. Non esiste nessun mandato che specifichi i loro doveri. La retribuzione in base al merito con il pretesto di valutare l’impegno professionale non sono, per gli ispettori, che un trabocchetto per ricompensare il personale più servile e conformista e premiare l’ubbidienza gerarchica.

La proposta del sindacato degli ispettori

Gli ispettori rivendicano un sistema di valutazione fondato sul rispetto, l’accompagnamento, l’aiuto e la valorizzazione di tutto il lavoro svolto dagli insegnanti. Gli ispettori ribadiscono che aspirano ad una profonda trasformazione della valutazione degli insegnanti, ma questa va operata in funzione del rispetto e della promozione della responsabilità professionale. Orbene, un’impostazione del genere esige molte risorse. Non si fa risparmiando.