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 L’OCSE ha pubblicato un aggiornamento dell’insieme degli indicatori internazionali dell’istruzione pubblicati la scorsa estate . Questa è una novità assoluta. Gli indicatori prescelti per questa operazione sono i più sensibili all’evoluzione della crisi economica. Quindi l’OCSE ha ritenuto opportuno soppesare l’incidenza della crisi sulla politica scolastica e sui livelli di istruzione. La recensione del volume, ossia il lancio editoriale svolto dall’OCSE, si può consultare cliccando qui

Vale la pena soffermarsi su un solo indicatore : la proporzione dei NEET , ossia delle persone che non studiano né cercano un lavoro, nella fascia di età dai 20 ai 25 anni. In sette paesi questa proporzione superava nel 2010, il 25% e tra questi ( Colombia, Spagna, Grecia, Messico,Turchia, Ungheria) c’è anche l’Italia. Mentre in Italia i precari rumoreggiano, gli insegnanti e i professori fsi occupano di altre faccende e i responsabili politici si disinteressano del problema, la percentuale dei NEET cresce ed è allarmante. Non si può solo incolpare la crisi economica di questo disastro sociale e scolastico, né si può ritenere che il paese se la caverà nei prossimi anni dal punto di vista economico con una situazione del genere ; La compagnia nella quale si trova l’Italia è davvero eloquente. Un paese in crisi con una gioventù allo sbaraglio.