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Il sistema di scolarizzazione statale messo a punto nel corso del XIX secolo è in continua espansione nonostante i difetti, uno dei quali è il fabbisogno di molta manodopera. Quest’aspetto lo rende del resto molto interessante soprattutto laddove vige una percentuale elevata di disoccupati, ma ciò non è sempre il caso. Da alcuni decenni appaiono segni allarmanti : la manodopera necessaria per espandere il sistema e generalizzarlo diminuisce ed esiste il rischio che scompaia. Ciò succederà anche in Italia, uno dei rari paesi dove vige un eccesso di candidati all’insegnamento, i cosiddetti precari. 

 

Il problema è scottante nei paesi in via di sviluppo ai quali si propone di rendere universale la scolarizzazione al più tardi entro il 2020, ma non esiste la manodopera sufficiente nemmeno per l’istruzione primaria. La situazione è peggiore nell’insegnamento secondario. Le soluzioni sono due : o si accettano classi numerose, che sfiorano l’ottantina di studenti, oppure si inseriscono nella scuola personale insegnante non qualificato. Questa seconda soluzione è per esempio sostenuta negli USA dalla fondazione Teach for America che propone ai laureati contratti di due anni per andare ad insegnare nelle scuole statali delle zone rurali. La fondazione a scopo non lucrativo ritiene che questa sia la soluzione migliore per lottare contro la segregazione scolastica e le insufficienze delle scuole povere, prive di insegnanti qualificati perché questi non ci vogliono andare.

Il rendimento degli insegnanti non qualificati

La fondazione Teach for America ha svolto un’indagine sul rendimento dei suoi affiliati nel Texas che dimostrerebbe la superiorità del personale non qualificato come insegnante rispetto agli insegnanti di ruolo. Questa è una tentazione costante sia nei sistemi scolastici nei quali esiste carenza di docenti sia nei sistemi scolastici che non stanno bene di salute. La qualità dei sistemi d’istruzione è misurata con diversi parametri tra i quali test di comprensione di lettura di brani e test di matematica e scienze. Il documento della fondazione [1] si trova su Internet cliccando qui.

Risultati dubbi

Il NEPC [2] che si trova presso l’Università del Colorado a Boulder nel Dipartimento di scienze dell’educazione, più volte menzionato in questo sito, ha fatto svolgere da Edward J. Fuller professore all’Università statale della Pensilvania dove è direttore del Centro di valutazione e di analisi delle politiche dell’istruzione nel Dipartimento di scienze dell’educazione, assistito da Nathan Dadey, dottorando a Boulder, un’analisi del documento del TFA. Le conclusioni di questa analisi non concordano con quelle del documento della fondazione TFA e smentiscono la pertinenza delle prove addotte da TFA. In altri termini non è vero che gli insegnanti non qualificati mandati nelle scuole dalla fondazione TFA ottengano nelle scuole risultati migliori dei titolari e quindi sarebbe errato impostare una politica scolastica che ricorra ad un personale non qualificato, non preparato ad insegnare. Bisogna andarci piano. E’ per questa ragione che si segnalano in questa breve questi due documenti, anche se per ora il problema non si pone in Italia ma si pone però in altri sistemi d’istruzione nonché a livello mondiale.

La verifica dell’indagine della fondazione TFA 

L’indagine di Edvance ha comparato studenti con insegnanti TFA e insegnanti non-TFA sulle loro caratteristiche demografiche nonché sui punteggi conseguiti nei test. In seguito ha usato questi dati per farne un’ analisi di regressione multilivello allo scopo di stimare gli effetti attribuibili al fatto di avere un insegnante TFA in matematica e lettura nei due gruppi seguenti : gli alunni di 4ª e 5ª elementare e gli alunni dei primi tre anni di scuola media ed ha svolto analisi separate per gli insegnanti TFA e gli insegnanti non-TFA. In questo modo si sono ottenuti otto gruppi che sono stati analizzati separatamente (per esempio i punteggi degli alunni TFA in matematica di 4ª e 5ª elementare comparati con i punteggi nei testi di matematica degli alunni non-TFA di 4ª e 5ª elementare). In fondo si tratta di una verifica classica, non particolarmente originale. La procedura è ben nota a tutti coloro che si occupano di statistica.

Tra gli 8 confronti realizzati, 3 erano statisticamente significativi : quelli dei punteggi in matematica e lettura conseguiti dagli studenti degli insegnanti TFA nella scuola media nonché i punti di matematica degli studenti di scuola media degli insegnanti novizi TFA. Le analisi dei punteggi degli alunni della scuola elementare (classi 4ª e 5ª) non degli alunni degli insegnanti TFA e insegnanti non-TFA invece non differiscono significativamente.

Limiti da controllare

I due analisti hanno ammesso che le differenze sono abbastanza significative per essere presi in considerazione delle politiche pubbliche, nondimeno sussistono alcuni dubbi di natura statistica che dovrebbero essere verificati come per esempio le differenze constatate tra gli effetti degli insegnanti TFA indicati nel documento della fondazione e gli effetti constatati nell’analisi. Questi aspetti devono essere controllati con il ricorso alla misura dell’errore, alla verifica delle variabili e delle unità di analisi.

Inoltre i due analisti hanno anche constatato problemi nella costruzione della campionatura tali da essere suscettibili di incidere sulle procedure della sperimentazione e sulle interpretazioni per cui occorre essere molto cauti nell’attribuire risultati migliori alla presenza di insegnanti TFA.

Conclusione

Questa è una delle rare indagini su questo problema. Ce ne sono altre svolte in Africa che non sono però state controllate e che hanno suscitato molte speranze perché hanno indotto a credere che bastasse inserire nelle scuole personale non qualificato e pagato quindi anche di meno per scolarizzare un numero maggiore di bambini.

Non è detto che l’inserimento nelle scuole di insegnanti occasionali sia di per sé una soluzione valida per migliorare l’insegnamento. Nel caso di penuria di insegnanti, come per esempio succede in molti sistemi scolastici africani, l’inserimento di persone non competenti nell’insegnamento o che non sono state formate per insegnare o che sono state formate in fretta e furia con corsi di un paio di settimane può essere una soluzione per occupare i bambini e gli studenti ma non per ottenere da loro progressi nell’apprendimento delle conoscenze scolastiche.

 

[1] Abbreviazione del titolo della fondazione : TFA

[2] "National Education Policy Center