Version imprimable de cet article Version imprimable

Il presidente OBAMA afferma che ci sono cose che i genitori possono e debbono fare per aiutare i figli a cavarsela a scuola, senza spendere gran che : per esempio, proibire ai figli di guardare la televisione la sera nei giorni di scuola. Cosa d’altro potrebbero fare i genitori per aiutare i figli ?( e gli insegnanti ????). Ci si può chiedere perché mettere a contributo i genitori per fare funzionare bene la scuola. Tutti sanno che esistono grandi differenze tra le famiglie. Non tutte possono cavarsela e prendersi il lusso, sì proprio il lusso, qualcosa che costa veramente anche sul piano simbolico, di preparare e seguire i figli a scuola. Ci vuole tempo, disponibilità, conoscenza, furbizia, ci vogliono molte relazioni, un bel capitale sociale, conoscere il dirigente scolastico, i professori che contano, tenere buone relazioni con gli insegnanti della scuola primaria e via dicendo. Perché la scuola deve contare sui genitori per funzionare bene, senza intoppi, per insegnare e far sì che a scuola tutti imparino il sapere scolastico ? La scuola non mette gli orologi a zero, ossia non parte dal quello che hanno gli allievi quando arrivano a scuola. La scuola chiede invece alle famiglie di operare la metamorfosi da bambino a discente. Toccherebbe alla scuola farlo, ma non lo fa, per cui chi arriva pronto è già avvantaggiato in partenza. La frittata è bell’ e fatta. Le differenze tra bambini non potranno che accentuarsi con gli anni di scuola che passano. Perché chiedere ai genitori di creare pari condizioni per compensare questa impotenza ? Ciò non è forse di per sé ingiusto ?

 

La coppia Obama ignora che molte famiglie non possono nemmeno permettersi il lusso di trasformare i loro figli in allievi, di seguirli, di occuparsene. Molti genitori lavorano come bestie e molte famiglie vivono in condizioni lamentevoli. Creare pari opportunità, uguaglianza di condizioni iniziali non basta. E’ un buco nell’acqua.

 

Il presidente Obama ha deciso che il governo americano da lui presieduto investa miliardi di dollari per migliorare le scuole statali americane ed ha dichiarato alla rivista Essence che le famiglie americane dovrebbero dare il loro colpo di mano a questa gigantesca sfida. Le sue figlie — Malia, 11 anni e Sasha, 8 anni — per esempio non possono guardare la televisione durante la settimana. Che bel colpo di mano !!!!

La buona educazione che prepara alla scuola

Nell’intervista la coppia Obama tratteggia quel che dovrebbe essere la buona educazione : le figlie arrivano a casa da scuola e per prima cosa fanno subito i compiti. Cenano verso le 18 e trenta. Se i compiti non sono finiti si riprendono dopo cena (piccoline come sono, hanno già una valanga di compiti, un bel problema per i pedagogisti e gli insegnanti : assegnare o non assegnare compiti ?). Finiti i compiti, dopo cena, si legge fino al momento di andare a letto. Niente televisione. La piccolina, Sasha, va a letto alle 20 e trenta ; la grandicella, Malia, alle 21.

 

La buona educazione, quella che trasforma i piccoli in allievi, riprende al mattino : a partire da quattro anni le bambine sono state abituate a svegliarsi da sole con la sveglia ; fanno colazione e si preparano per andare a scuola non di corsa, non all’ultimo momento, ma con calma. Sanno quanto tempo ci vuole per arrivare a scuola in tempo, quando si deve partire da scuola. Hanno interiorizzato da piccole un comportamento critico per la società burocratica richiesto dalla scuola : il rispetto degli orari. Il servizio scolastico è lì proprio anche per questo scopo : per imparare ad arrivare in tempo, all’ora.

 

I genitori Obama non hanno inoltre mai perso una riunione con gli insegnanti. La collaborazione con loro è cruciale per la buona educazione, per far sì che a scuola i figli se la cavano senza troppo storie e per ottenere che le scuole funzionino bene e conseguano i risultati sperati.

 

Nell’intervista, il presidente ammette che la coppia Obama è privilegiata, ma insiste sul fatto che tutti possono comportarsi in casa coi figli come loro, prendersi il tempo per leggere sin da piccoli. Quello che loro fanno non costa un accidenti. Invece non è proprio così ed è quanto si scorda nelle politiche scolastiche. Se fosse così buon mercato, se fosse così semplice, fare quello che i coniugi Obama fanno per le loro figlie, tutti lo farebbero, ma invece non lo è.

 

Si capisce che il presidente Obama cerca alleati per fare rendere i miliardi che investe per la scuola, sa che senza il sostegno delle famiglie questi capitali non basteranno a migliorare la scuola. Cerca allora il sostegno del capitale invisibile, l’appoggio delle formiche lavoratrici , silenziose, ubbidienti. L’educazione borghese è una buona educazione scolastica, è premiata dalla scuola, ma non tutti possono permettersela. Anzi, per molti e per una parte del popolo afroamericano "non glamour" , è proprio un lusso.