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Proposta di revisione della CITE [1]
 
 
 
Cosa è la CITE ? [2]

La CITE è uno strumento che permette di comparare i sistemi scolastici. Ogni sistema scolastico ha una sua struttura e un suo proprio lessico. Per esempio in Italia la "formazione professionale" ha un senso che è capito unicamente dagli Italiani perché in altri sistemi scolastici la "formazione professionale" ha un significato totalmente diverso e indica una formazione che non ha nulla a che vedere per quel che riguarda le condizioni di accesso, la durata, i curricoli, le modalità di uscita, i titoli conseguiti, con quella in auge in Italia. Orbene, se si vogliono comparare tra loro i sistemi scolastici è indispensabile disporre di definizioni precise nonché di uno strumento che permetta di ritrovare modalità d’istruzione analoghe nei vari sistemi scolastici. In certi casi le stesse formazioni si ritrovano con etichette diverse oppure certe formazioni non esistono ma l’etichetta che le identifica pur essendo la stessa designa una formazione del tutto diversa. Per esempio, in Italia, fino a pochi mesi or sono, non esisteva un’istruzione terziaria non universitaria e neppure un’istruzione terziaria universitaria di tipo tecnologico.


Un sistema di traduzione

La classificazione internazionale tipo dell’educazione è una specie di dizionario che consente di tradurre in un linguaggio comune universale il lessico scolastico locale o nazionale. Senza questo dizionario o senza questa nomenclatura sarebbe impossibile produrre qualsiasi statistica comparata dell’educazione o dell’istruzione, come sarebbe meglio dire. Per esempio il sintagma "dirigente scolastico" esiste solo in Italia, ma la funzione del dirigente esiste pressoché in tutti i sistemi scolastici (non in tutti però e non in tutti i livelli di scuola). Quindi quando si chiedono agli ufffici di statistica della scuola quanti sono i dirigenti scolastici in servizio è indispensabile fornire una definizione non ambigua del sintagma per consentire agli uffici di statistica di contarli in modo esatto. Questa operazione non è affatto semplice e molti apparati scolastici si sbagliano ancora ora nel fornire indicazioni esatte perché non capiscono le definizioni oppure perché non le conoscono o non le usano. Si possono immaginare le ripercussioni di questi errori quando si tratta di inviare questionari ai dirigenti scolastici se non si sa identificarli correttamente. Chi risponde ? Quale valore hanno le risposte fornite nei questionari rispediti alle agenzie internazionali che svolgono le indagini comparate ?
 
Uno strumento fondamentale per comparare e conoscere gli altri sistemi scolastici
 
Questa nomenclatura è dunque la base della produzione di indicatori internazionali comparati dell’istruzione nonché il punto di riferimento obbligato per analizzare i risultati di tutte le indagini internazionali come l’indagine PISA. La nomenclatura è stata messa a punto per la prima volta dall’Unesco nel 1976, quando l’Ufficio di statistica dell’istruzione dell’UNESCO godeva di meritata fama ed è poi stata ritoccata nel 1997. Ci sono voluti quasi vent’anni per ritoccare la prima versione della CITE. Questo lungo periodo dimostra quanto arduo sia intendersi sul piano internazionale per formulare definizioni comuni dei vari tipi e programmi scolastici. Del resto l’impianto originale della CITE non è stato ancora compiutamente realizzato.
 
L’edizione del 1997 è stata anticipata dalla pubblicazione del primo insieme internazionale di indicatori dell’istruzione prodotto dall’OCSE nel 1992 [3] La produzione di un insieme internazionale di indicatori comparati dell’istruzione ha permesso di capire che la classificazione dell’istruzione adottata nel 1976 era obsoleta. Tra l’altro, in quegli anni, la nomenclatura internazionale era caduta completamente in disuso e c’è voluto lo shock prodotto dall’insieme di indicatori internazionali dell’istruzione realizzato dall’OCSE per suscitare l’ interesse della comunità scientifica internazionale per la messa a punto di una nomenclatura aggiornata dell’istruzione. Tra l’altro, i sistemi scolastici evolvono costantemente per cui è indispensabile aggiornare la nomenclatura per tenere conto di questi cambiamenti.
 
La CITE 2011
 
Non è detto che la nuova versione in cantiere rifletta le trasformazioni recenti degli apparati scolastici. Probabilmente si tratta di un ritocco che permetterà di recuperare il tempo perso dopo il 1976. Nel frattempo sono apparsi nuovi tipi di formazione, nuovi programmi come per esempio quelli imperniati sulle nuove tecnologie dell’informazione della comunicazione oppure le "Charter Schools" negli USA o le "Academies" in Inghilterra e la nomenclatura internazionale dall’Unesco, secondo le indiscrezioni pubblicate dall’Unesco, non integrerà queste novità.
 
La procedura di revisione

Nel 2007, gli Stati membri dall’Unesco hanno ufficialmente invitato l’Unesco a ritoccare la nomenclatura,ossia la CITE97. I documenti all’origine di questa richiesta non sono purtroppo disponibili ma si può supporre che una delle ragioni che hanno indotto certi paesi e le Organizzazioni internazionali ad indurre il segretariato dell’UNESCO ad avviare la revisione della nomenclatura siano state le difficoltà incontrate dalle indagini internazionali per analizzare in maniera corretta i dati provenienti dai vari paesi nonché le esigenze dell’OCSE che ha necessita di dati precisi per produrre l’insieme di indicatori dell’istruzione che permettono di comparare tra loro lo stato dei sistemi scolastici.



In seno all’UNESCO il settore incaricato di pilotare questa revisione è stato logicamente l’Istituto di Statistica (ISU) dell’UNESCO trasferito all’incirca un decennio fa da Parigi a Montreal per sottrarlo alle perniciose influenze della burocrazia dell’UNESCO.
 
Per rispondere a questa domanda, l’Istituto di Statistica dell’UNESCO ha creato un gruppo tecnico consultivo detto CCT [4] composto di 15 esperti delle politiche delle statistiche internazionali nel settore dell’istruzione. La composizione del gruppo non è stata stabile. Nessun esperto italiano era membro del gruppo [5]. I principali documenti di lavoro si possono consultare cliccando qui.
 
Il gruppo ha ritenuto indispensabile avviare una revisione completa della CITE97 per identificare i settori nei quali era urgente intervenire, quelli insomma meno precisi che richiedevano in priorità definizioni nuove o migliori. La prima riunione si tenne a Montreal dal 19 al 20 gennaio 2009. Lo scorso anno, da giugno a ottobre, si è svolta una consultazione mondiale sulla prima bozza di revisione che ha coinvolto i ministeri nazionali dell’istruzione, gli istituti nazionali di statistica, esperti regionali e le organizzazioni internazionali che si occupano di scuola [6]. In questo momento l’Istituto di Statistica dell’UNESCO è impegnato a finalizzare una seconda bozza e se tutto si svolge normalmente la nuova versione della nomenclatura dovrebbe essere presentata alla conferenza generale dell’UNESCO che si terrà a Parigi nell’ottobre di quest’anno, 2011.



La proposta di revisione in francese, non ufficiale perché non è stata ancora adottata dalla conferenza generale dell’UNESCO, si può ottenere in inglese cliccando qui.

[1] Acronimo per "Classification Internationale Type de l’Education"

[2] L’acronimo in inglese è ISCED ovverossia "International Standard Classification of Education"

[3] Il volume che raccoglie questo insieme è noto con l’acronimo EAG ossia "Education at a Glance" e per un certo numero di anni questo volume è stato tradotto e pubblicato in italiano dalla casa editrice "Armando Armando" di Roma. La pubblicazione era largamente sussidiata dal MIUR.

[4] Acronimo per "Comitato di Consulenza Tecnica", in inglese TAP

[5] Non era neppure rappresentata l’Unione Europea e nemmeno la Banca Mondiale, ossia due operatori che si servono moltissimo di statistiche comparate

[6] Allo stato attuale non è dato sapere chi ha risposto per l’Italia