Version imprimable de cet article Version imprimable

Dopo 13 anni di laburismo si volta pagina. I conservatori si appropriano del ministero dell’educazione e ne cambiano anche la denominazione. Gatte da pelare in vista.

Nel nuovo governo inglese nato dall’alleanza tra conservatori e liberaldemocratici, la carica di ministro dell’educazione è stata attribuita al conservatore Michael Gove.

L’eredità non è affatto facile dopo 13 anni di governo laburista perché in questo lungo periodo, dapprima con Tony Blair e poi con Gordon Brown, la politica scolastica è sempre stata al vertice del programma di governo. I laburisti hanno aumentato considerevolmente le risorse per la scuola , ed hanno soprattutto immesso nel dibattito politico sulla scuola moltissime idee originali, come per esempio la personalizzazione o le Accademie, senza per altro sconvolgere il sistema scolastico. L’hanno solo in parte restaurato.

Il nuovo ministro: biografia per sommi capi

Gove è un quarantenne, deputato della contea "chic" del Surrey, nel sud-est dell’Inghilterra. Ha occupato il posto di ministro per l’infanzia, le scuole e le famiglie nel governo ombra del partito conservatore dal giugno 2007. In quanto tale ha proposto l’adozione in Inghilterra di un nuovo tipo di scuola statale le "Free Schools" simile alle "Charter Schools" in voga negli USA [1]. Inoltre Gowe propone di prolungare il tempo scuola per gli allievi svantaggiati ai quali dovrebbe essere offerto, al sabato, un supplemento di istruzione. Il neo-ministro conservatore non è uno sprovveduto e ha una sensibilità sociale pronunciata che lo induce a denunciare gli intoppi del sistema scolastico tradizionale, a lottare contro le resistenze che impediscono di correggere il sistema scolastico e a proporre soluzioni nuove.

Gove è nato a Edimburgo nel 1967 ed è stato adottato da una famiglia di Aberdeen quando aveva quattro anni. Il padre adottivo era pescivendolo e la madre adottiva assistente di laboratorio all’università di Aberdeen, con spiccati interessi sociali che l’hanno portata ad occuparsi di bambini sordi. Quindi Gove è cresciuto in un ambiente povero. Il neo-ministro ha conseguito una laurea in inglese all’università di Oxford (alla quale si accede dopo una dura selezione). Prima di diventare deputato è stato giornalista al Times. E’ sposato a una giornalista, ed ha due figli.



Il programma di governo della coalizione

Il programma di governo nell’ambito della scuola prevede che:


- nuovi interlocutori possono entrare nel sistema scolastico ed assumere la responsabilità di condurre una scuola per soddisfare le richieste o le aspettative delle famiglie;


- tutte le scuole devono beneficiare di una più grande libertà curricolare;


- tutte le scuole sono tenuto ad essere responsabili e trasparenti in modo corretto.



Il governo conservatore-liberale democratico ha cambiato il nome del ministero che non si chiama più come prima "Dipartimento per l’infanzia, le scuole e le famiglie", ma Dipartimento dell’educazione.

Incentivi scolastici per gli svantaggiati

Uno dei punti centrali della politica scolastica della coalizione sul quale esiste una concordanza di punti di vista tra conservatori e liberali democratici è la creazione di una specie di "borsa di studio" per gli allievi poveri. Questa è stata una promessa di entrambi i partiti durante la campagna elettorale. Altra grande novità le "scuole libere". Questo tipo di scuola dovrebbe permettere alle famiglie o a qualsiasi altro gruppo di utilizzare le risorse finanziarie statali per far funzionare una scuola. Durante la campagna elettorale il modulo "scuole libere" è stato duramente contestato dei liberali democratici i quali temono che questa proposta sottrarrà risorse alle altre scuole. Il leader dei liberaldemocratici Nick Clegg ha pronosticato un "disastro per gli standard" se si autorizzasse questa soluzione.

Le "Free Schools" pietra d’inciampo

Il punto scottante riguarda il controllo di questo nuovo tipo di scuole. I promotori delle "scuole libere" vorrebbero che le scuole fossero sottratte al controllo delle autorità locali o delle commissioni scolastiche. Gli avversari della proposta affermano invece che si è di fronte a un tentativo di privatizzazione larvata della scuola e ribadiscono che la scuola deve restare sotto il controllo strategico delle autorità locali.

Altra pietra d’inciampo: il finanziamento degli incentivi

Un altro punto scottante è quello del finanziamento. La borsa di studio, detta anche "pupil premium", è un’invenzione dei liberaldemocratici ma per finanziare questa proposta occorrerebbero 2,5 miliardi di lire sterline. (circa 3 miliardi di€). Senza risorse supplementari non si può lottare seriamente contro le disuguaglianze sociali di fronte all’istruzione affermano i liberaldemocratici. L’accordo intervenuto con i conservatori promette di "versare un incentivo significativo agli allievi svantaggiati che non sia però incluso nel budget dell’educazione perché l’incentivo non deve produrre una riduzione altrove degli stanziamenti per l’istruzione ".








 

[1] Le "Charter schools" sono scuole statali cedute in appalto a gruppi che si impegnano a gestirle in franchigia, ossia senza sottostare alla normativa in vigore per le scuole statali