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 Nell’ottobre scorso la Casa Bianca ha annunciato una serie di provvedimenti per ridurre il peso dei test nela vita scoastica USA. Se ne parla in un articoo pubbicato in questo sito [1]. La notizia ha avuto un’eco immediata : per esempio il Centro Nazionale USA per le politiche scolastiche che si trova presso l’Universita’ del Coorado a Boulder ha subito prodotto un bollettino che ha offerto lo spunto per l’articolo citato poc’anzi.

Anche al recente convegno di Locarno organizzato a meta’ novembre 2015 dalla SUPSI ossia dalla Scuola Universitaria Professionae della Svizzera Itaiana sulle prove standardizzate si e’ parlato di questa decisione USA e si e’ avuta la sensazione che una parte degli esperti italiani presenti al convegno fossero alquanto soddisfatti della decisione USA. Se ne sono infatti subito serviti per denunciare i test INVALSI e per approvare l’iniziativa dell’autovalutazione ossia un indirizzo di valutazione che svauta l’importanza riservata ai test.

Adesso e’ il capo della Direzione dell’istruzione all’OCSE che ne parla in un testo pubblicato nel blog dell’OCSE sull’istruzione apparso il 18 novembre 2015 [2]. Schleicher si chiede se gli studenti USA passano troppo tempo facendo test. Risponde con i dati che ha alla mano, ossia con le risposte dei quindicenni che hanno parteciapto all’indagine PISA nel 2009. Non ci sono altre informazioni attendibili. Schleicher ammette che e’ difficile sapere cosa succede nei sistemi scolastici. Si tratta di un punto di partenza forse attendibile.

Cosa se ne sa?

Scondo i quindicenni che hanno risposto al questionario dell’indagine PISA, il sistema scolastico ne quale ci sono piu’ test sarebbe quello olandese. Il 34% dei quindicenni olandesi afferma che una prova standardizzata e’ stata loro sottoposta almeno una volta al mese; questa proporzione scende al 21% in Israele, all’8% nella media OCSE, al 2% negli Stati Uniti e in Finlandia. Dunque la frequenza dei test nelle scuole USA non sarebbe davvero enorme mentre lo e’ in Olanda. Negli USA i quindicenni del campione dell’indagine PISA dichiara che un test e’ stato loro somministrato a scuola in media una volta all’anno o ogni due anni. Identica proprozione che in Finlandia. La mdia OCSE e’ del 76%. 

 

Non si sa se i quindicenni di questi paesi avevano in mente tutti la stessa concezione di una prova strutturata. In ogni modo le risposte non inducono a pensare che nei sistemi scolastici si faccia gran uso di test. Nemmeno negli USA. Il capo della direzione istruzione dell’OCSE annuncia che la stessa domanda e’ stata posta nell’indagne PISA 2015 e le risposte si conosceranno il prossimo anno in dicembre.

[1] Vi si accede cliccando qui

[2] Si accede all’originale in inglese cliccando qui