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 Nel blog dell’OCSE del 12 marzo scorso (originale in inglese che si trova qui)si lascia la parola a Alan McIsaac vicepresidente del Consiglio dei Ministri del Canada (acronimo : CMEC). Questo ente che ha sede a Toronto raggruppa i Ministri dell’educazione delle tredici province canadesi. Per chi ancora non lo sapesse il sistema scolastico canadese è fortemente decentralizzato. C’è poco in comune tra il sistema scolastico del Quebec è quello dell’Alberta tanto per fare un esempio. Il Consiglio dei Ministri non ha molte competenze od almeno non ne aveva una ventina di anni fa.

Il viceministro presenta nel blog l’incontro internazionale organizzato dall’OCSE sulla professione insegnante. Questa volta l’evento si tiene a Banff nell’Alberta. Si tratta di un incontro molto strombazzato dall’OCSE che negli ultimi anni si è svolto una volta a New York un’altra volta nei Paesi Bassi. L’incontro, chiamato pomposamente summit, ha la funzione di sottolineare la centralità dell’insegnamento e per estensione l’importanza dell’insegnamento per lo sviluppo sociale ed economico. Si tratta di un tipico incontro dell’OCSE organizzato per divulgare e verificare le tesi che l’OCSE sbandiera nei diversi progetti dell’istruzione e che sono vendute ai governi dei paesi membri o dei paesi associati. Per migliorare il servizio scolastico d’istruzione sostenne l’OCSE occorrono insegnanti competenti, e questi si ottengono solo se la professione diventa attraente, se lo statuto di insegnante diventa affascinante, se è possibile effettuare 1 carriera dell’insegnamento ed infine se la professione è rispettata socialmente. Da anni l’ocse si occupa degli insegnanti anche se per un decennio ha sempre rifiutato di elaborare un questionario per gli insegnanti nell’indagine PISA.Questo e’ anche un modo per spostare sugli insegnanti la responsabilità’ della crisi della scuola. Ci sono molti pesci che abboccano a questa esca.

Un centinaio di delegati provenienti da tutto il mondo parteciperanno a quest’incontro. La presenza dell’Italia è sempre stata molto misteriosa. In alcune occasioni il governo italiano ed in questo caso si deve specificare il Ministero dell’Istruzione Pubblica non ha inviato nessun delegato a questo incontro. In almeno un’ occasione il solo italiano presente fu Attilio Oliva ma non tanto come rappresentante dell’Italia ma in quanto delegato dell’’organizzazione patronale mondiale BIAC che e’ un ente riconosciuto ufficialmente come un partner dalla direzione dell’istruzione dell’OCSE.

 

 

Questi incontri rappresentano uno sforzo considerevole da parte del paese ospitante che deve metterci parecchi soldi per accogliere delegati provenienti da tutti i paesi e per rispettare le condizioni poste dall’OCSE. Siccome la politica del personale scolastico è una faccenda scottante in Italia sarebbe interessante sapere come il MIUR gestisce la partecipazione ad eventi del genere. L’incontro di quest’anno è imperniato su 3 temi : la leadership, il rispetto e l’autovalutazione, l’innovazione.

 

La leadership

 

Il primo tema è lo sviluppo , la promozione di una leadership effettiva. I partecipanti avranno da discutere documenti nei quali ci si sofferma sul contributo significativo che la leadership può fornire per migliorare il sistema scolastico. Anche in questo caso sarebbe utile conoscere i documenti che verranno presentati dall’OCSE nonché gli interventi dei relatori e degli esperti di grido che saranno invitati ad introdurre questo tema. Di solito l’OCSE rende pubblici questi materiali.

 

Il riconoscimento della professione insegnante

 

 

Il secondo tema riguarda le modalità per stimolare, promuovere il riconoscimento della professione insegnante e per potenziare il senso di efficacia degli insegnanti nonché la loro autovalutazione .Prove raccolte dal progetto dell’OCSE TALIS (questi eventi sono infatti un’ occasione per sfruttare al meglio l’imponente massa di informazioni di cui dispone l’OCSE) dimostrano che i migliori sistemi scolastici sono anche quelli nei quali la professione di insegnante è rispettata, riconosciuta nella società. Gli insegnanti validi devono credere in se stessi, lnele loro competenze per dare il meglio di se stessi. Come fare in modo che gli insegnanti possano avere fiducia in se stessi se la società non li rispetta ? Questa sfida riguarda un’ mpia gamma di sistemi scolastici ed è connessa a tutta una serie di attività che devono svolgere gli insegnanti, dall’insegnamento in classe, al lavoro in equipe, alle relazioni interpersonali e alla collaborazione professionale.

 

L’innovazione

 

L’ultimo tema riguarda la promozione dell’innovazione nelle scuole del 21º secolo. Si tratta di una uestione universale che è confrontata soprattutto alle sfide derivanti dallo sviluppo tecnologico e degli strumenti per l’informazione e la comunicazione. Questa evoluzione costringe in ogni modo ad innovare. È impossibile continuare ad insegnare come se nulla succedesse al di fuori della scuola. Nuove strategie devono essere concepite dai responsabili scolastici e della politica scolastica per promuovere l’innovazione nelle scuole. Da quanto succede nelle industrie si sa che la transizione richiesta dalle nuove tecnologie verso nuove modalità di lavoro non è affatto semplice e non e’ banale. È pertanto impossibile mettere sulle spalle dei docenti tutta la responsabilità dell’aggiornamento richiesto dalle trasformazioni in corso nel mondo culturale, tecnologico, economico e sociale.

 

Questi sono i temi all’ordine del giorno del summit. Speriamo che tra le tante preoccupazioni di questi giorniil MIUR abbia la decenza di tenerci al corrente. Dopotutto le relazioni internazionali sono una specifica competenza che spetta ad un ministero come il MIUR in un sistema scolastico centralizzato.