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Due paesi africani , l’Uganda e lo Zimbabwe mandano a casa tutti gli insegnanti avventizi, occasionali, provvisori, privi di qualifiche, i cosiddetti insegnanti sotto contratto. Uno scandalo tollerato per decenni solo per riempire le statistiche con giustificazioni moralistiche che impedivano di pensare e proporre soluzioni di scolarizzazione alternative, altre strategie di scolarizzazione conformi alle modalità di socializzazione praticate nelle comunità africane.

Minacce per il programma "Educazione per tutti"

La decisione dei due governi è uno schiaffo alle politiche delle organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale e l’Unesco che per conseguire gli obiettivi dei programmi "Fast Track" e "Educazione per tutti" miranti a rendere universale l’istruzione primaria entro il 2020 ( nel 2000 la scadenza era stata fissata al 2010) hanno incitato i sistemi scolastici africani a reclutare in massa insegnanti avventizi, senza preparazione specifica, pur di migliorare le statistiche della scolarizzazione. Adesso gli obiettivi del programma "Un’educazione per tutti" per il 2020 si allontano. Grattacapi in vista nei quartieri generali delle organizzazioni internazionali e tra i donatori ufficiali dell’aiuto tecnico allo sviluppo. Si possono prevedere nei prossimi mesi incontri al vertici tra ministri, riunioni, conferenze per analizzare la situazione. Altre spese, altre risorse dirottate verso i dirigenti.

Quali conseguenze?

Due governi africani si sono ribellati. Non importa le ragioni. Lo scandalo tra i benestanti dell’educazione e le buonanime che piangono sul destino dell’infanzia è isterico. Migliaia di bambini gettati allo sbaraglio, sulla strada; centinaia di scuole rurali chiuse. Un disastro inaccettabile per la scolarizzazione, un incentivo alla violenza, alla delinquenza, allo sfruttamento dei minori. Un passo indietro insomma. Eppure lo si poteva prevedere.

Un modello di scolarizzazione inappropriato

Il modello della scolarizzazione occidentale è precario, è costoso, non è adattato ai paesi africani e in genere ai paesi in via di sviluppo. Chissà se tra le buonanime qualcuno inizierà ad interessarsi alle esperienze di Sugata Mitra [1] e inizierà a analizzare la corruzione dei dirigenti scolastici facilitata dall’istituzionalizzazione forzata dell’istruzione e dalla "deprivatizzazione" dell’istruzione. Forse sarebbe ora di rileggere Ivan Illich.

 

Notizia riportata dal Guardian

 

[1] Insegnare senza insegnanti